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I tre dadi del Bateleur

di Philippe Camoin

Il restauro dei Tarocchi di Marsiglia fatto da Alexandre Jodorowsky e da me, ha permesso di recuperare i 3 dadi che erano spariti. Ecco qualche spiegazione su questo restauro inatteso.

Il Matto non ha nessun numero. Il numero degli arcani maggiori è di 21 carte numerate. Ora 21 è divisibile solo per 3 e per 7. Gli Antichi, dunque, volevano che noi portassimo la nostra attenzione, fin dall’inizio, sui numeri 3 e 7, essendo in relazione con il mondo sacro, quello degli arcani maggiori. Il mondo degli arcani minori, diviso in 4 famiglie, è il mondo del quaternario.

Nei Tarocchi, 56 è il numero degli arcani minori e 21 il numero degli arcani maggiori, aventi numeri in cifre romane. Il numero di combinazioni possibili con due dadi è di 21( come il numero degli arcani maggiori numerati). Se si aggiungono le facce di un dado si ottiene anche1+2+3+4+5+6=21.

Sul tavolo del Mago, ogni dado mostra 1+2+4=7. Non esiste altra soluzione che 1, 2 e 4 per ottenere 7 , partendo da tre facce di un solo dado. Ci sono 3 dadi, dunque abbiamo 3x7=21.

Dunque, se voi aggiungete ogni faccia di un dado alla faccia opposta, ottenete: 1+6=7 2+5=7 3+4=7 Abbiamo nuovamente 3x7.

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Esagono formato da sei numeri

In più, questa serie di cifre forma, disposta ad esagono, un serpente che si morde la coda.

1 2 3
6 5 4

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Ouroboros

1. la testa del serpente e 6. La sua coda. La testa mangia la coda, cioè l’1 diventa il 6. Sovrapponiamo l’1 e il 6 per un nuovo giro. Arriviamo a 11. Facendo la stessa cosa a partire da 11, arriviamo a 16. Facendo ancora un giro, arriviamo a 21. Abbiamo finito il nostro viaggio attraverso i 21 arcani maggiori.

Esagono formato da sei numeri {GIF}

Abbiamo ottenuto 1,6, 11, 16 e 21come nodi di questo movimento del serpente . Ouroboros. Allineiamo gli arcani corrispondenti:

Il Mago e la Forza hanno un cappello a forma d’infinito (otto rovesciato). Ma allora qual’ è il rapporto con il Mondo che è posto all’altra estremità ? In effetti, 1, 11, e 21 sono due estremità più un centro.

I Due Infiniti

Nel Mondo ci sono due infiniti. I due nastri gialli che tengono attaccata la mandorla (ovale) azzurra, formando in alto e in basso, un otto rovesciato di cui se ne vede solo una parte, essendo l’altra nascosta dalla mandorla.
Il Mondo contiene i due infiniti del Mago e della Forza. In effetti, il Mago comincia il primo ciclo di dieci, da 1 a 10, mentre la Forza comincia il secondo ciclo di dieci da 11 a 20. Ogni ciclo di dieci comincia con un infinito.
Questo fa un totale di 20 carte, ne resta una, il Mondo, che è la totalità dei due cicli, com’è indicato dal fatto che possiede i due infiniti. Gli arcani 1, 11 e 21 ci suggeriscono, quindi, il simbolo dell’infinito. Mettiamo i 21 numeri su questo infinito che passa da 1, 11 e 21. Le due serie di 10 sono perfettamente sovrapposte come in uno specchio.

©Copyright Philippe Camoin - 2000

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Le Christ et les Armes du Christ (Arma Christi) ou instruments de la Passion
On remarque les 3 dés au centre de la gravure de 1485

Tarocchi e Simbolismo

I dadi facevano parte delle armi di Cristo o, meglio, « arma Christi », oggetti legati alla morte del Cristo sulla croce. Effettivamente, i soldati romani giocarono ai dadi la tunica di Cristo. E’ difficile pensare che questi dadi non avessero un grande valore simbolico e numerico.

Tarocchi ed Alchimia

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GRAVURE ALCHIMIQUE
Tirée de "Atalanta Fugiens" de Michael Maier

E’ Fulcanelli, nelle « Dimore Filosofali », che ha descritto al meglio il rapporto fra il dado e l’Alchimia.L’etimologia della parola « dado » viene dal greco e significa : dado da gioco, cubo. Nel linguaggio esoterico il dado rappresenta la pietra cubica o tagliata, la pietra filosofale, pietra angolare della chiesa. Bisogna gettare 3 volte il dado sul tavolo e ciò corrisponde ai 3 dadi sul tavolo.Simbolicamente, queste 3 fasi rappresentano 3 passaggi diversi sul sentiero, si può dire 3 mondi diversi, 3 iniziazioni o 3 fini da raggiungere. In Alchimia, questo equivale a ridissolvere 3 volte la pietra, « per ottenerla con tutte le sue qualità ». Nicolas Flamel ci dice, a questo proposito, che ciò dà la soluzione al libro geroglifico di Abramo l’Ebreo composto da 3 volte 7 fogli. Uno splendido manoscritto illuminato, ci dice Fulcanelli, scritto all’inizio del XVIII secolo, che racchiude 21 figure dipinte e adattate ognuna alle 21 operazioni dell’Opera.
Cliccate qui per l’estratto di Fulcanelli: LE DÉ À JOUER

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Philippe Camoin










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